ADDITIVI

Benzina

Con il divieto della benzina rossa (contenente piombo) nel 2002, sono stati riscontrati una serie di problemi delle benzine dovuti all’abbassamento del numero di ottani e alle minori capacità untuosanti della benzina verde. Per sostituire il piombo è stato utilizzato il bioetanolo, un alcool che incrementa il numero di ottano con una tossicità e un costo inferiori al piombo. Questo composto, però, può opacizzare la sonda dell’aspirazione e la sonda lambda causando problemi quando il motore gira al minimo.

La normativa che consente l’utilizzo delle benzine E10 (con il 10% di bioetenolo) risale al 2010. Tra i vantaggi di queste benzine ci sono indubbiamente l’innalzamento del numero di ottani ed il fatto di inquinare poco. Di contro, queste benzine E10 sono più acide del metanolo, possono causare la corrosione dei metalli, sono più aggressive nei confronti delle guarnizioni deimotori, sono meno untuosanti e soprattutto più idroscopiche (questo implica una maggior possibilità di formazione di condensa e di conseguenza acqua nel motore).

La necessità di additivare la benzina deriva, per tanto, dalla bassa capacità lubricistica, dalla stabilizzazione del rapporto stechiometrico, dal numero di ottani non sufficiente e dalla pulizia delle sonde.

Diesel

Quando lo zolfo è stato sostituito dal biodiesel sono stati riscontrati diversi problemi:
– la formazione di batteri e di alghe (le alte temperature del common rail e la miscela colza/aria alimentano e favoriscono la proliferazione batterica);
– il diverso punto di accensione tra gasolio e biodiesel che causa una combustione non omogenea. Avendo un punto di accensione più elevato rispetto al diesel, il biodiesel richiede temperature in camera di combustione più alte. Questo aumento di calore favorisce l’ossidazione dell’estere formando delle lacche che causano problemi al filtro anti-particolato e all’EGR;
– la cristallizzazione del gasolio paraffinico e della colza alle basse temperature;
–  l’intasamento dei filtri del gasolio dovuto a residui carboniosi.
Successivamente, per soddisfare le normative anti-inquinamento, sono sorti altri problemi.
Infatti, dall’euro 3 all’euro 6 i motori hanno subito diverse modifiche, dal restringimento dei micro fori del common rail fino all’introduzione dell’EGR.

Gli additivi per il gasolio servono per:
–  aumentare il numero di cetani e, di conseguenza, migliorare la combustione;
–  ridurre la formazione di lacche dovute alla polimerizzazione degli esteri del gasolio chimico;
ridurre i consumi;
–  migliorare la lubricità garantendo una miglior protezione della pompa del gasolio;
–  migliorare la demulsività del prodotto per evitare l’introduzione di acqua in camera di combustione.

Olio motore

Tra i vari modi in cui le case automobilistiche tentano di inquinare meno rientra anche l’olio motore con il quale si cerca di ridurre i consumi di lubrificanti e aumentare gli intervalli tra un tagliando e l’altro.

Per riuscirci in maniera efficace, l’olio deve essere aiutato da additivi che proteggono il motore rendendo la viscosità più stabile alle alte temperature, prevenendo l’usura e mantenendolo pulito con proprietà detergenti e disperdenti.

Gpl

La sensibilizzazione sulle problematiche ambientali, gli incentivi di carattere economico ed una dimostrata riduzione dei costi di esercizio spingono, sempre più, gli automobilisti ad installare sui propri veicoli sistemi di alimentazione a gas, in particolare a Gpl. Mediamente il Gpl che si trova in commercio è composto dal 40% di butano e dal 60 % di propano, il quale possiede un numero di ottano più elevato. Syneco ha analizzato alcuni campioni di gas, prelevati dal mercato, nei quali sono state trovate sostanze estranee (olefine ed altri inquinanti) derivanti dal processo di produzione del Gpl, come ad esempio il furfurolo (prodotto utilizzato sia come solvente nella raffinazione di oli lubrificanti che come tracciante nel Gpl domestico).

La presenza di inquinanti nei condotti di alimentazione provoca l’usura delle gomme e delle guarnizioni, il degrado di tutto il sistema di alimentazione, la creazione

di residui carboniosi che intasano il filtro e rischiano di precipitare nell’olio aumentando il rischio di una precoce ossidazione.

La formazione di depositi sugli iniettori, nei motori alimentati a Gpl, crea difficoltà di accensione e andamento a “scatti”.

L’utilizzo regolare di additivi permette di:
– contrastare efficacemente la formazione dei depositi;
– produrre una sensibile riduzione di consumo di combustibile;
– ridurre l’inquinamento;
– aumentare le caratteristiche lubricistiche del combustibile;
– mantenere pulito tutto l’impianto di alimentazione;
– garantire la regolarità della combustione e la pulizia di iniettori e filtri;
– facilitare l’avviamento a freddo.